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domenica 29 marzo 2009

Drake Passage: gateway to Antarctica

Acquarello e matite su carta, 22,5x50 cm


Kozlowski ride mentre il vascello affronta la temibile tormenta dei mari del sud. Sua figlia da anni sogna di andare in vacanza in questi mari...a prua s’infrangono onde che cercano solo di divertirsi, e si spera si limitino a questo. Trasportano merci, è un grosso mercantile la Christabelle, molto esperto di questa rotta come degli antiruggine; i cassoni paiono spostarsi, ma è solo l’effetto un po’ stordente dei colpi delle ondate sulle fiancate del mastodontico traghetto. Kozlowski sa che arriverà a destinazione, capitano di lungo corso che da 10 mesi non torna a casa. Le tendine delle cuccette si muovono, aprendosi e chiudendosi, cadono libri, scivolano sedie sul pavimento, la marinaia percorre i corridoi sorridente, come fanno i marinai non lo sa nessuno, tranne i marinai. E’ giorno che sembra notte, muri di ghiaccio qua e là come sentinelle controllano la situazione, paiono osservare anche chi sta a bordo; una lama di luce penetra a sud, come un’alba lontana che non si decide a far nascere il nuovo giorno. Questa è la porta dell’Antartide, qua dove gli stanchi passi degli uomini di Amundsen hanno lasciato impronte ormai spazzate via dai decenni; lasciata alle spalle la Terra del Fuoco, l’aria gelida non ferma i motori mentre in lontananza l’intermittente luce di un faro s’intravede; fra poco si toccherà terra, ma prima bisogna navigare sotto costa, poi l’attracco sperando che fili tutto liscio visto che in sala macchine ci sono dei marinai nuovi, ragazzi che Kozlowski ancora non ha capito perché vogliono fare i marinai...e allora perché tu fai il marinaio? Perché non hai fatto il ciabattino, il fabbro, l’operaio...? Colpa del nonno, pescatore vissuto su un peschereccio arrugginito, che ogni volta per mare era sempre la prima, che odorava di pesce e salsedine, e che una volta fermo a terra raccontava, e forse il più delle volte millantava, mille e cinquecento avventure che neanche Melville. L’unica Moby che Kozlowski ha conosciuto è quella che gli insegnò ad andare per mare, aveva una balena blu pitturata sullo scafo. Anche la figlia anni fa, quando ancora imparava a usare il computer, aveva disegnato una balena azzurra e ne fu molto soddisfatta. La nostalgia piglia come una corda al collo, ma sai che non puoi andartene adesso, hai un dovere da compiere; e magari Irina me la trovo un’altra persona, e gli occhi pure avranno un colore diverso? Ma pensa: chi altri potrà raccontarle delle acque tumultuose dello stretto di Drake, la porta per l’Antartide?

6 commenti:

Judite Pitta ha detto...

Olá Arianna. Não gracias mas para Antartica ahora non que está mui frio. Mas la pintura é linda.
Um beso

rosy ha detto...

Soloimmagini col suo post ti augura Buona Pasqua

Janas ha detto...

Mi piacerebbe tantissimo andare ai due poli del mondo...
Il mio sogno sarebbe quello di andare, un giorno, a vivere in Islanda.
Qui, nel tuo disegno, siamo sul lato opposto... ma lo scenario deve essere più o meno quello.
Ciao ciao
ho rivisto i tuoi lavori nel blog di Rosy, Soloimmagini.
Ci ha fatto veramente un bel regalo!!!
Questo post mi ha fatto sognare ad occhi aperti!
Ariciaociao

Arianna ha detto...

In Islanda? Fa molto fresco laggiù...ciao a tutte, Arianna!

Donnachenina blog ha detto...

Ciao Arianna, a dire il vero da un po' non passavo da qui, ti ho visto oggi da Nadia, e allora eccomi...mi ha colpito di questa tua opera la tecnica mista e la domensione....22,5 x 50, molto insolita...ma le ispirazioni non chiedono canoni precostituiti!
Ti chiedo però, di quale romanzo o altro parli nel tuo post...scusa la mia ignoranza...non so a cosa tu fai riferimento e mi piacerebbe saperlo!
Un saluto con simpatia
Franca

Arianna ha detto...

Non è un romanzo, ma uno dei miei "miniscritti", ispirato agli avventurosi viaggi per mare documentati anche su youtube...è tutto lì, poche righe. E poi è vero che sperimento dimensioni strampalate! Meglio cambiare neh? Un bacione, Arianna!

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