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giovedì 19 giugno 2008

domenica 8 giugno 2008

I sogni perduti


Nessuno sa cos’è questo bere nei calici di vetro del club degli sconfitti, che tuttavia bevono come se la vita fosse sempre una festa, beati si cullano nel loro abisso di bitume, senza rimanerci appiccicati. Nessuno s’è mai affezionato tanto da voler restare per l’eternità, nessuno ha mai saputo costruire una casa, e non avendone mai avuta una, non sanno come va tenuta. Per questo se ne vanno, senza assistere alla vittoria degli altri, senza aspettare gli avversari per stringere loro la mano, anzi se ne vanno con un sorriso beffardo che mostra le fossette, che in gioventù attiravano le ragazze del rione che oggi sono quasi nascoste nei loro abiti dismessi, vecchie dentro malgrado l’età ancora giovane. Hanno avuto amori di comodo, sempre sognando cose che non potevano avere, montagne che non potevano scalare. Nessuno qua è scalatore, tutti sono rimasti inchiodati lungo la strada, nessuno gli ha tirato la volata. E lo sprint l’ha vinto chi è stato più furbo, chi ha capito come va il mondo, e si sa, il mondo va all’incontrario. Prendi il treno, che è meglio, almeno arriverai alla stazione che hai scelto, senza sapere nemmeno perché l’hai scelta, forse perché almeno stavolta il mondo è girato come doveva, o forse tu vai dove devi, ti fermi dove senti il tuo destino compiersi. Lasciami bere al tuo calice, e sarò al tuo fianco.
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