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martedì 13 novembre 2007

Carreteras

Piovono parole incomprensibili che inchiodano chi non sa alle croci ormai da tempo smontate…piangono occhi incapaci di guardare, s’infettano ferite inguaribili, s’incontrano quelli che mai si videro e si salutano scordandosi nell’attimo esatto in cui riprendono la loro via. Scorrono le ore inarrestabili, senza farsi sentire sgommano per sfuggirti via; si chiudono mani che riescono solo a scottarsi per i riflessi che aleggiano fra le nuvole. Si rincorrono uno dietro l’altro gli eventi, che ci portano ad aggiustare i cuori infranti, mentre quelli che furono creduti idoli non erano nemmeno eroi, cavalcarono insieme i minuti che ci separavano senza mai riuscire a ricongiungersi a noi, per tornare alle origini e spartirci i guai nuovi e quelli futuri che si attraggono come calamite e noi a cercare i poli che li respingano…indietro, dove prima eravamo noi. Spesso eravamo soli ma mai lune né tantomeno stelle…le luci si spengono prima o poi, e gli ultimi barlumi si fanno briciole su di noi, pane amaro come il fiele. Il cuore spezzato della vita, cittadino spaesato della prateria, coyote sperduto nei canyon al tramonto, i miraggi!

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